Un'introduzione alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche, morfologiche e climatiche della Sicilia centrale (bacino di Caltanissetta).

di Nino Argentati - geologo
nargentati@nargentati.it


Cenni di geologia e idrogeologia
Come accennato sopra, la geologia dell'area e' piuttosto complessa e riflette le numerose vicissitudini storiche attraversate dalla regione.

Dall'alto verso il basso si possono riconoscere le seguenti unita' litologiche (ricordo che dal punto di vista geologico le unita' piu' antiche sono quelle che si sono formate prima e che pertanto, salvo capovolgimenti dovuti a fenomeni tettonici, si trovano piu' in profondita' nel terreno):

Struttura laminare del gesso balatino(Monte Capodarso, Enna)
Struttura laminare
del gesso balatino
(Monte Capodarso, Enna)
© WorldglobalNET
Frane, detriti e discariche (Attuale)

Fondi Lacustri (Quaternario)

Depositi alluvionali antichi e recenti (a volte terrazzati) (Quaternario)

Formazione Marnoso-Arenacea (Pliocene sup. - Pleistocene inf.)
Sabbie argillose e Argille sabbioso-marnose
Biocalcareniti
Marne argillose grigio azzurre
Argille e argille marnose
Calcari marnosi a globigerine (Trubi) (Pliocene inf.)

Formaz. Evaporitica(Tortoniano sup. - Messiniano )
Gessi del II ciclo (Gessi di Pasquasia)
Arenazzolo
Gessi del I ciclo (Gessi di Cattolica Eraclea)
Calcare di base

Formazione Tripoli (Tortoniano sup.)
Marne calcaree diatomitiche
Diatomiti

Formazione di Cozzo Terravecchia (Miocene Sup. Tortoniano inf.)
Argille sabbiose salate
Sabbie, arenarie e conglomerati

Complesso argilloso di base (Cretaceo-Eocene)




Per "raccontare" la storia evolutiva della Sicilia ed evidenziare gli aspetti geologici piu' interessanti ho ritenuto opportuno schematizzare il tutto in pochi punti che, spero, possano essere di immediata comprensione.

Lo stress tettonico Miocenico con formazione della Catena Appennica Siciliana e del Complesso Argilloso di Base.
L'Orogenesi Miocenica, avvenuta durante il Tortoniano, ha generato un sollevamento di alcune aree tirreniche e della Sicilia settentrionale con conseguente formazione di una zona di depressione nella Sicilia centro-meridionale. Si e' avuto pertanto un raccorciamento delle aree di sedimentazione che ha causato una rimescolanza delle litologie in esso contenute generando un deposito caotico costituito da argille, argille marnose scagliettate, marne fortemente tettonizzate con inclusi litoidi di varia eta', natura e dimensione.

Al "Melanges" varicolori che si e' cosi' venuto a formare e' stato attribuito il nome di "Complesso Argilloso-Marnoso". Su di esso poggiano i sedimenti terrigeni ed evaporitici piu' recenti.



Il riempimento del bacino ad opera dei sedimenti derivanti dalla catena appenninica siciliana. Genesi della Formazione di Cozzo Terravecchia.
Subito dopo il sollevamento delle aree settentrionali della Sicilia e successiva formazione della Catena Appenninica Siciliana si ebbe il colmamento del bacino con i prodotti derivanti dallo smantellamento delle aree emerse. Piano piano tutto il bacino comincio' a colmarsi con questi sedimenti che generarono argille e argille sabbiose, sabbie, conglomerati e calcareniti.


La chiusura del Bacino del Mar Mediterraneo. Scarsa ossigenazione e moria abbondante di pesci.
La valle del Morello
Veduta panoramica di Monte Capodarso (Enna)
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Lo stesso fenomeno orogenetico che porto' alla genesi della catena appenninica siciliana ha causato la chiusura del bacino del Mar Mediterraneo in prossimita' dell'attuale stretto di Gibilterra. Le acque intrappolate all'interno del bacino cominciano pertanto ad arricchirsi in sali (prevalentemente carbonato di calcio, CaCO3) e ad impoverirsi di ossigeno. In queste condizioni molti pesci non trovano piu' le condizioni favorevoli alla vita e si ha pertanto un'elevata moria di organismi.

Si vengono a formare pertanto rocce ricche di silicio (derivante dal guscio siliceo delle diatomee, organismi che trovano facile sviluppo in questo ambiente) con elevato contenuto fossilifero per via della presenza dei resti organici dei pesci deceduti. Questo evento e' oggi testimoniato dalle elevate tracce fossili rinvenibili all'interno delle diatomiti del Tripoli, una roccia leggera, bianca, stratificata a "fogli" sulle cui facce sono presenti tracce di interi pesci o resti organici di varia natura molto ambite dai collezionisti.


La chiusura del Bacino del Mar Mediterraneo. Forte evaporazione delle acque con conseguente deposito dei sali presenti in esse.
La chiusura del bacino del Mediterraneo ha generato un isolamento delle acque del bacino da quelle del resto dei mari. Lo scarso apporto di acque provenienti dai fiumi non riusci' a bilanciare l'elevata evaporazione. Si ebbe pertanto una violenta diminuzione delle acque presenti nel bacino con conseguente deposizione dei sali in esse contenuti. I primi sali a depositarsi furono i carbonati di calcio (CaCO3) che portarono alla formazione del "Calcare di Base" (cosi' chiamato proprio perche' sta alla base della serie evaporitica).

Sali potassici nella miniera di Realmonte (Agrigento)
Sali potassici nella miniera
di Realmonte (AG)
© WorldglobalNET
Successivamente si depositarono i solfati di calcio (CaSO4) che portarono alla formazione dei gessi (CaSO42H2O). Durante la fase di massima evaporazione si ebbe la deposizione dei sali piu' solubili. Si formarono quindi i sali potassici, oggi abbondantemente presenti nel sottosuolo della Sicilia centrale. Durante la deposizione dei gessi si ebbe un ulteriore fase diastrofica (uno stress tettonico) che porto' alla separazione dei gessi depositatisi prima (gessi del Ií ciclo o gessi di Cattolica Eraclea) con quelli depositatisi dopo (gessi del IIí ciclo o gessi di Pasquasia).

La separazione e' oggi testimoniata dalla deposizione dell'Arenazzolo.


Riapertura del bacino del Mediterraneo. Veloce colmamento del bacino ad opera delle acque provenienti dall'Oceano Atlantico. Deposizione dei Trubi, una roccia caratteristica di mari di elevata profondita' (500 m. e oltre).
Quando si ristabilirono le comunicazioni tra il Mar Mediterraneo e l'Oceano Atlantico si ebbe un veloce colmamento del bacino (alcuni autori sostengono che si sia trattata di una vera e propria cascata). In esso si instaurarono condizioni di deposizione pelagica (vale a dire condizioni tipiche di ambienti di mare profondo). Il risultato e' la formazione di una roccia bianca ("Trubi"), in parte calcarea e in parte argillosa, costituita prevalentemente dai gusci carbonatici di alcuni organismi caratteristici di ambienti di mare profondo ("globigerine").


Un'altra fase diastrofica. Lo stress tettonico ha portato al sollevamento delle rocce formatisi fino a questo momento ("Serie Evaporitica" e "Trubi"). Deposizione della Formazione Marnoso-Arenacea.
Subito dopo la deposizione dei Trubi si ebbe un ulteriore fase di stress tettonico che porto' al sollevamento dell'area e all'emersione delle rocce depositatesi in mare. La conseguenza fu l'erosione delle rocce venutesi a trovare allo scoperto e quindi soggette agli agenti esogeni (pioggia, vento, sole, etc...) con successiva deposizione nel bacino dei prodotti derivanti da codesta erosione. In particolare, le zone circostanti il centro abitato di Caltanissetta (Zone di Capodarso, Pasquasia, Sabbucina), furono interessate da deposizioni tipiche di ambiente di delta (sfocio di fiume).

Approssimativamente lungo questa zona si venne ad impostare la costa del mare che, subendo ripetute oscillazioni Nord-Sud, causo' la formazione di rocce alternativamente di costa o di mare poco profondo. Il risultato e' la Formazione Marnoso-Arenacea.


Aspetti morfologici e climatici







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