La "Riserva Naturale dello Zingaro" e' interessante anche per le notevoli scoperte di natura archeologica che sono state effettuate in una grotta sita all'interno del territorio protetto.
La "grotta dell'Uzzo" costituisce infatti uno dei piu' importanti siti archeologici dell'intera isola.
All'interno di essa sono stati rinvenuti resti e traccie antropiche risalenti a 10.000 anni addietro, quando l'uomo comincio' a colonizzare questo tratto di costa.
Ancora piu' antichi sono i resti di alcuni mammiferi ritrovati nella grotta quali elefanti, leoni, rinoceronti ed altri animali oggi scomparsi da queste zone.
Lo studio dei resti umani nonche' alcune attrezzature e tracce di costruzioni paleolitiche hanno consentito di ricostruire inoltre le vicende cui l'uomo e' stato soggetto durante il corso della sua storia.
Sono stati effettuati scavi che hanno consentito di scoprire una cultura che, a partire dalla fine del Pleistocene, si e' protratta fino ai nostri giorni lasciando tracce di tutti i passaggi storici cui e' stata soggetta l'umanita'.

Per gentile concessione
dell'A.A.P.I.T di Trapani
Le prime tracce testimoniano la presenza di piccoli gruppi di cacciatori che avevano stabilito in questa zona, e in particolare nella grotta dell'Uzzo, la loro dimora preferenziale, attirati presumibilmente dall'elevato numero di specie animali cui poter dare la caccia. Lentamente questi piccoli gruppi furono capaci di sfruttare sempre piu' proficuamente il territorio circostante.
Piano piano si trasformarono in raccoglitori e pescatori, fino ad arrivare a quella che fu definita la piu' grande rivoluzione mai prodotta dall'uomo: la rivoluzione agricola.
Questa storia evolutiva fu ricostruita basandosi anche sulle tracce rinvenute alla grotta dell'Uzzo durante una campagna di scavi che fu effettuata tra gli anni '70 e gli anni '80. In quell'occasione si rinvennero diversi livelli abitativi che misero in luce i principali passi che sono stati accennati poco sopra.

Di notevole importanza storica sono anche i ritrovamenti di resti umani scoperti in sepolture (una decina circa) ad inumazione disposte lungo le pareti della cavita' che hanno messo in luce, tra l'altro, anche le usanze di quel periodo in occasioni funebri.
I resti rinvenuti alla grotta dell'Uzzo sono oggi conservati al Museo Archeologico Regionale di Palermo e nei laboratori dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana e dell'Istituto di Antropologia dell'Universita' di Pisa.
Naturalmente al Parco dello Zingaro si rinvengono anche tracce del passaggio dell'uomo ben piu' recenti. E' il caso del Baglio Cusenza, in cui una ventina di casolari abbandonati testimoniano la presenza di un nucleo abitativo in tempi recenti, e la tonnarella dell'Uzzo, oggi non piu' in produzione, che era affiancata alla tonnara di Scopello per la cattura, oltreche' di tonni anche di sgombri e pesce azzurro in generale.



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